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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 29/09/2008 @ 01:53:04, in psroma, linkato 133 volte)

Il Forum delle Donne Socialiste riprende la sua attività di elaborazione e proposta politica, consapevole di rappresentare una pluralità di contenuti ed esperienze che possono alimentare e arricchire il fertile scambio di idee e progetti che animano il partito al momento attuale. Ci rendiamo conto di essere nel pieno di una fase delicatissima per il nostro partito, una fase complessa che richiede una presenza attenta, coesa e cooperativa. La modernizzazione della politica tutta, e del nostro partito, passa attraverso la comprensione e l’interpretazione dei mutamenti in atto nella nostra società, ne consegue quindi la necessità di impegnarci su temi come: ambiente, stato sociale, sanità, diritti civili e lavoro, temi prioritari per i quali il Forum intende istituire delle strutture tematiche di approfondimento. In questo nostro primo incontro d'autunno, oltre che discutere la forma organizzativa dei forum tematici, elaboreremo il programma con all’interno le nostre proposte di lavoro future.

IL FORUM DONNE SOCIALISTE è convocato per  Venerdi 3 Ottobre 2008 alle ore 17.00 in Roma-Via Napoleone III, n°6 (stazione Termini) 

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"Le forze politiche devono creare le condizioni per il varo di una legge su un tema che lacera ogni coscienza, di laici o di cattolici che siano, il tema del "fine vita". Non si tratta solo di adempiere all' impegno che il Parlamento si era preso di varare una legge sul testamento biologico entro dicembre, ma di cogliere e verificare subito alcuni segnali positivi che vengono dal Vaticano". Lo sottolinea il segretario del Partito socialista, Riccardo Nencini, secondo il quale "che la situazione sia in movimento per un intervento della magistratura sul caso Englaro o per le riflessioni in corso nel mondo cattolico sulla coscienza dei diritti dell' uomo ha una importanza relativa. Dobbiamo essere tutti impegnati a sostenere la necessità di legiferare sul fine vita. Di qui anche il contributo dei socialisti, che dedicano a questi temi un convegno, il prossimo 7 ottobre a Roma dal titolo 'I padroni della vita - Il testamento biologico: l' uomo e la sua natura'". "Noi pensiamo - sottolinea ancora Nencini - che una persona deve essere libera di rifiutare cure e di disporre della propria vita e che sia dunque legittimo legiferare al riguardo e vorremmo confrontarci con i richiami della Chiesa sulla indisponibilità della vita umana e con i doveri del medico di ogni possibile cura del malato. Ci proponiamo anche di partire da una proposta di legge che intendiamo presentare alla riflessione di tutti in modo da avere un riferimento pratico sul quale discutere e ci fa molto piacere la disponibilità di persone con punti di vista diversi dal nostro a confrontarsi con noi e a trovare se possibile punti significativi di convergenza". Al convegno socialista hanno dato la loro adesione Gennaro Acquaviva, Aldo Schiavone, la senatrice Paola Binetti, l'onorevole Carlo Casini, il dottor Giovanni Blandino, i professori Francesco Margiotta Broglio, Paola Muti, Mauro Barni.

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Di Admin (del 25/09/2008 @ 10:03:31, in psroma, linkato 132 volte)

carissimi compagni, venerdi 26 alle ore 17,00 in Federazione( Via Napoleone III,6) è convocata la riunione di tutto il quadro dirigente del Partito romano per riflettere e programmare la ripresa dell'attività della Federazione Romana del Partito Socialista. Data l'importanza della riunione ti prego di non mancare.

fraterni saluti, Atlantide Di Tommaso

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Di Admin (del 17/09/2008 @ 12:07:58, in psroma, linkato 272 volte)

di Mattia Di Tommaso *

Il calendario politico di settembre è segnato, ormai da tanti anni, dall’entusiasmo del ministro dell’Istruzione di turno, che si affanna per stendere la propria riforma, presentandola come rivoluzionaria, innovativa, risolutiva. Eppure le condizioni della scuola italiana continuano a rimanere immutate, obsolete. Le patologie che affliggono il nostro sistema scolastico sono sempre le stesse. Riguardano i finanziamenti, l’edilizia, la preparazione del corpo docente…ed è a queste che le riforme suddette tentano di dare soluzione (ma una cura sbagliata forse su una diagnosi sbagliata rischia di produrre effetti indesiderati). La riforma di quest’anno è firmata Gelmini. Ministro Maria Stella Gelmini.

La sua proposta non è interamente da bocciare. È per esempio condivisibile la reintroduzione del grembiule, destinato a combattere discriminazioni e istinti classisti che iniziano precocemente a germogliare sin dalla scuola elementare. Altrettanto apprezzabile è la scelta di introdurre nuove discipline, come l’educazione stradale e più in generale quella civica. Ma nonostante questi ammirevoli interventi, anche la citata riforma sarà, a mio avviso, destinata a fallire. E il motivo di tale insuccesso è il non aver risoluto (o averlo fatto solo in parte) quei problemi che denunciavo nelle prime battute di questo articolo. Permettetemi una breve analisi critica.

 

Inizierei con l’edilizia scolastica. Tema spesso sottovalutato o comunque declassato nonostante la sua innegabile e forse prioritaria importanza. È allarmante che gran parte delle scuole italiane non siano in regola con le norme di sicurezza o con quelle igenico-sanitarie, e scandaloso che le giunte provinciali, competenti in tale ambito, non siano intervenute per sollecitare la messa a norma di queste strutture.

 

Per ovviare a questo “deficit” occorrerebbero dei finanziamenti, tema che mi introduce alla seconda questione: quella appunto degli investimenti nella scuola pubblica. La finanziaria tace al riguardo. Non sono previsti tagli in grado di coprire queste spese, considerate evidentemente accessorie.

 

E di fronte all’imbarazzo dei dirigenti scolastici, impossibilitati, data l’esiguità dei fonti, a migliorare le condizioni delle istituzioni da loro gestite, il governo risponde con proposte di finanziamento alle scuole private. Ora, tralasciando il mio totale disaccordo con gli investimenti pubblici alle scuole non statali, non può che generare una condivisa insoddisfazione (per non dire amarezza) destinare i soldi di “tutti” agli istituti privati (che andranno a soddisfare solo i bisogni di alcuni) quando la scuola di “tutti” necessita ancora di materiale e strutture fondamentali.

 

La terza problematica che mi preme affrontare è quelle degli insegnanti. Per non scadere in un tono provocatorio evito di affrontare l’incredibile gaffe sui docenti del sud, che ha visto protagonista il ministro in questione; ma non posso evitare di polemizzare sulla parte del suo intervento legislativo che prevede la reintroduzione del maestro unico. Scelta anacronistica nonché socialmente inammissibile. Anzitutto un insegnamento monolitico non penso sia la soluzione migliore per la formazione di uno studente, che dovrebbe invece relazionarsi con una pluralità di punti di vista in grado di accrescere il suo spirito dialettico. Ma aldilà dell’aspetto pedagogico, la novità del maestro unico comporterà “l’eliminazione” di migliaia di docenti. E questo sembra lasciare indifferente la rappresentanza politica del nostro sistema scolastico, preoccupata invece di ripescare dal passato il “voto in condotta”, dedicandogli un ruolo determinante ai fini dell’esito scolastico. È vero che il fenomeno del bullismo tra i banchi sta crescendo esponenzialmente negli ultimi anni e che quindi meritava l’attenzione della riforma, ma non credo che la soluzione del voto in condotta possa avere l’effetto deterrente sperato e rallentare il dilagare del fenomeno.

Altro punto su cui sembra tacere il testo riformatore è quello dell’aggiornamento dei programmi didattici. È opportuno uno “svecchiamento” dei testi, uno slancio in avanti. La storia degli ultimi sessant’anni è costellata da avvenimenti carichi di rilevanza politica, ideologica, sociale. Eppure la maggior parte delle classi termina il suo percorso didattico con la seconda guerra mondiale. Forse un ridimensionamento di alcune parti del programma permetterebbe l’analisi di fatti e persone intimamente collegati alle vicende dei nostri giorni, fondamentali per avere la conoscenza ( e la coscienza) della storia che stiamo vivendo. Penso in ultimo che occorra una maggiore sensibilizzazione verso fenomeni quali la mafia, il terrorismo, il crollo dei totalitarismi, e deve essere proprio la scuola, attraverso i suoi insegnanti, a dover fornire il contributo maggiore al riguardo. I tempi sono maturi, come pochi mesi fa ha ribadito il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per affrontare anche la storia delle foibe, fino ad ora cancellato dai testi di storia.

 

Concludo con un appello, destinato al ministro Gelmini. Affinché possa intervenire nuovamente nel settore scolastico mostrando una maggiore apertura verso le reali esigenze di studenti e docenti, nell’auspicio di poter restituire alla nostra scuola la dignità che merita. 

 

* portavoce nazionale Studenti Socialisti

 

 

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Di Admin (del 11/09/2008 @ 18:35:19, in psroma, linkato 409 volte)

 L'ennesima manifestazione di odio  accaduta ieri a Roma èun ulteriore segnale del grave errore commesso dall'amministrazione capitolina e da Alemanno in particolare, di voler insistere  con lo sdoganamento di una cultura totalitaria e omicida come quella fascista.
Conseguenze  che non hanno tardato a  manifestarsi. - si legge in una nota del segretario   dei socialisti romani Atlantide Di Tommaso –  Dopo l'aggressione ai turisti  olandesi, colpevoli di "essersela cercata" e gli incidenti durante la partita  Roma Napoli, con tanto di slogan e saluto romano di triste memoria, non poteva  mancare l'esaltazione all'odio omofobico che è terminata con l'aggressione di  due innocenti ragazzi gay. Chi sarà la prossima vittima ?Un innocente barbuto  capellone, una ragazzina con minigonna o ancor meglio un indifeso islamico da  “purgare” in nome della purezza della romana cristianità? Il fatto che Alemanno  abbia vinto le elezioni a Roma strumentalizzando fortemente il tema della  sicurezza non gli da il diritto, da sindaco, di far precipitare  la città in un clima di
paura e  violenza.Tutto questo accade proprio quando  la città sta vivendo tutta una serie di difficoltà, con un turismo in crisi e con la questione Alitalia e Fiumicino che è fonte di serie preoccupazioni per i  cittadini della capitale. Una oscura nuova strategia  della tensione che vuol colpire proprio Roma, la sua economia e la sua immagine  nel mondo. Ma a chi giova tutto questo? Ai romani proprio no. – conclude  la nota socialista.

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«La prima mobilitazione nazionale dell'autunno nei confronti del Governo sia il 15 settembre prossimo, giorno di inizio della scuola in molte parti d'Italia, e sia l'occasione per protestare contro il ritorno al maestro unico. Il nostro è un appello alle forze politiche, ai sindacati, ma soprattutto ai genitori perché quel giorno ci sia una vera mobilitazione: un'ora di "disubbidienza civile" davanti alle scuole per dire no a un provvedimento che non aiuterà né la formazione né la crescita dei ragazzi». La proposta è di Riccardo Nencini, segretario nazionale del Partito Socialista, lanciata ieri a Brescia dal palco della Festa Nazionale del Partito Democratico sul Lavoro. «La parte della riforma Gelmini che prevede il ritorno al maestro unico - ha concluso Nencini - rappresenta un passo indietro nel livello qualitativo dell'istruzione pubblica italiana e lo sarà ancor più nei comuni più piccoli e nei territori più disagiati, dove la drastica riduzione del personale doc ente porterà inevitabilmente alla chiusura o all'accorpamento di più strutture, con gravi disagi di carattere logistico ed economico per i piccoli studenti e le loro famiglie».
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Di Admin (del 05/09/2008 @ 20:53:50, in psroma, linkato 245 volte)

"Finalmente qualcosa di sinistra e riformista. La coraggiosa scelta di Marrazzo era doverosa quanto necessaria. Di fronte al dramma,preannunciato, di migliaia di nuovi disoccupati, un presidenteriformista e di sinistra non poteva non fare quello che ha fatto: combattere per il territorio e per difendere i dirittidei lavoratori e delle loro famiglie". È quanto si legge inuna nota diffusa dal Partito socialista di Roma, che continua: "Si tratta di un modo nuovo di concepire i rapporti tra imprenditori e istituzioni. Non un asettico assistenzialismo figlio di uno statalismo superato e pericoloso, ma una moderna forma di responsabilita' diretta per difendere territorio e lavoratori. Non capiamo l'ostilita' di chi, anziche' preoccuparsi delle proprie inefficienze e ritardi, riduce tutto ad accuse dicollaborazionismo sulla base del vecchio principio comunista'chi non e' con noi e' contro di noi'". Al contrario, aggiunge la nota, "l'iniziativa di Marrazzo era necessaria per il centrosinistra, in particolare romano e laziale, chenon riusciva a trovare la strada per uscire dalla crisi in cui e' caduto dopo le ultime sconfitte elettorali e apre unafase nuova dei rapporti tra partiti, forze sociali ecittadini, necessaria per essere pronti alle prossimescadenze elettorali".

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Di Admin (del 01/09/2008 @ 21:24:16, in psroma, linkato 134 volte)

Cari Compagni, eccoci di nuovo per la ripresa di un nuovo anno. Le vacanze sono servite a tutti per ricaricarsi ed essere pronti ad affrantora un autunno che, per noi giovani, non potrà essere "grigio". Ci sono molti appuntamenti a cui non dobbiamo mancare, primo tra tutti, le elezioni universitarie, che coinvolgeranno tutti e tre gli atenei romani. Per questo è convocata una riunione della FGS, che coinvolgerà iscritti e simpatizzanti, per ricominciare a lavorare insieme. Appuntamento per Mercoledì 3 settembre alle 17.00 in Federazione romana, Via Napoleone III n'6 (vicinissimo a Termini).

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