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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Admin (del 23/08/2008 @ 14:43:23, in psroma, linkato 470 volte)
«Il 28 agosto tutti i partiti che non condividono il ddl Calderoli di riforma del sistema elettorale per le Europee si ritrovino davanti a Palazzo Chigi per difendere la Repubblica fondata sulla partecipazione e dire no all'eliminazione della preferenza e all'introduzione dello sbarramento». Lo scrive, in una lettera aperta inviata stamani a numerosi leaders di partiti di opposizione e di maggioranza (tra cui Walter Veltroni, Pierferdinando Casini, Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Grazia Francescato, Claudio Fava, Stefano De Luca, Stefano Caldoro e Francesco Nucara), Riccardo Nencini, segretario nazionale del Partito Socialista. L'invito di Nencini è quello di assumere «un'iniziativa comune a tutte le forze che hanno a cuore i principi della partecipazione e della rappresentanza fissati nella Carta costituzionale» e di promuovere, nello stesso giorno in cui dovrebbe riunirsi il Consiglio dei ministri per l'esame del ddl Calderoli, una sorta di "Comitato promotore per le riforme costituzionali" «che si opponga a qualsiasi tentativo di impedire a milioni di elettori di partecipare alla vita politica di questo Paese». «In Europa – conclude Nencini - non c'è da eleggere un governo ed assicurare la governabilità, ma solo da garantire la rappresentanza. Non è vero infatti che la preferenza sia stata eliminata ovunque, perché questa esiste in più della metà degli Stati europei; così come non è vero che ovunque esiste uno sbarramento, presente solo in dieci Paesi su ventisette. Senza considerare poi che queste saranno le ultime elezioni con leggi nazionali, visto che nel 2014 sarà predisposto un sistema elettorale valido per tutti i Paesi chiamati al voto».
Di Admin (del 23/08/2008 @ 14:46:36, in psroma, linkato 243 volte)

di Roberto Biscardini
Dai primi anni ’90 la democrazia italiana ha subito un processo di continuo indebolimento e deterioramento. Oggi se non è in pericolo, è almeno in sonno. Ne sono una riprova evidente la crisi dello Stato nazionale e locale, la debolezza delle sue istituzioni, i conflitti ormai permanenti, su tutto e su ciascuna cosa, tra diversi organi e settori dello Stato, il conflitto tra sistema politico e magistratura, la crisi del sistema dell’informazione, la distanza ormai insostenibile tra costituzione formale e costituzione materiale. Il solco tra cittadini e istituzione si è allargato, una credibilità dello Stato è sempre minore. Viviamo al confine di un vero e proprio collasso e il sistema politico discute dei pannicelli caldi e inutili delle riforme elettorali. Sul versante della politica, i partiti della Costituzione del ‘48 non esistono più, sono implosi, e i nuovi per ragioni diverse nella Costituzione in vigore fanno fatica a riconoscersi. Non sono né suoi padri né suoi figli. Non a caso proprio i partiti che hanno le maggiori responsabilità della vita politica degli ultimi quindici anni, quelli che hanno introdotto extra legem le modifiche più sostanziali alla Costituzione formale, non hanno avuto nè il coraggio, né le capacita di affrontare la questione di una grande riforma organica della Costituzione, pur ritenuta necessaria. Sicchè, siamo in un sistema parlamentare, ma di fatto i cittadini votano direttamente il Capo del Governo, che sentendosi a sua volta eletto direttamente dal popolo è portato a rispondergli direttamente anche scavalcando il confronto parlamentare. Siamo in un sistema ibrido, mezzo parlamentare e mezzo presidenziale sia a livello nazionale che a livello locale. I parlamentari, dentro una cornice costituzionale pensata per un sistema proporzionale e con voto di preferenza, sono viceversa nominati direttamente dalle segreterie dei partiti, sottratti alla sovranità popolare, rispondono e obbediscono al capo piuttosto che rappresentare la Nazione senza vincolo di mandato. Il sistema maggioritario, con annesso bipolarismo, pensato per garantire la governabilità e la stabilità di governo, non solo non l’ha garantita, ma ha indebolito le prerogative del Parlamento, senza più controbilanciamenti tra potere legislativo e potere esecutivo. In sintesi, se da un lato questo sistema politico ha sempre riconosciuto la necessita di una grande riforma costituzionale, dall’altro non è mai stato in grado di farla. Tutti i tentati per via parlamentare sono falliti. Fallite le bicamerali, Fallite le riforme fatte in Parlamento. Con ciò dimostrando che il bipolarismo all’italiana, introdotto con le leggi elettorali dal 1994 in poi, venduto agli elettori come lo strumento politico più efficace per fare le riforme, non solo non le ha fatte, ma non ha consentito a nessuna legislatura di essere costituenti. Di fronte all’impotenza politica, buona per fare accordi ai danni degli altri, ma che condanna il paese all’immobilismo e ad un sistema politico ormai bloccato, bisogna reagire appellandosi alla sovranità popolare. Ciò che non è riuscito a fare il Parlamento, il sistema debole e incerto dei partiti, possono farlo i cittadini. In tanti modi, ma per prima cosa eleggendo direttamente e con sistema proporzionale un’Assemblea Costituente che, tempo un anno, sottraendo la Costituzione ad un Parlamento eletto con sistema maggioritario, alle logiche interne agli equilibri di governo e al conflitto fra gli schieramenti, approvi il testo di una nuova Costituzione, definisca la forma di Stato e di governo, la cornice di riferimento per la modernizzazione e il cambiamento del paese. Per questa ragione i socialisti promuoveranno la nascita di un Comitato per l’Assemblea Costituente che avrà il compito di presentare al Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare per l’elezione di un’Assemblea Costituente della Repubblica italiana, così come avvenne nel ’46, ridando al popolo il potere di proposta legislativa che già la nostra Costituzione consente. Dopo sessant’anni, ciò rappresenta la più straordinaria risposta della sovranità popolare alla debolezza del sistema politico. Sistema politico, che ha costruito le condizioni della propria durevole sopravvivenza, ma non quelle di riempire il vuoto istituzionale in cui ci siamo infilati. Un’Assemblea Costituente separata dal Parlamento e dall’attività legislativa di governo, con eletti che non potranno cumulare questo incarico con altri, ne tanto meno essere parlamentari. Eletta direttamente con sistema proporzionale, in rappresentanza di tutte le istanze ideali e politiche della comunità nazionale, espressione della politica e della cultura istituzionale. Il Parlamento continuerà il suo lavoro, continuerà a fare leggi, l’Assemblea Costituente farà la grande riforma definendo le regole fondamentali su cui si dovrà identificare lo Stato nuovo. E’ una proposta che può crescere e che può avere oggi un consenso che non ebbe negli anni passati.
Di Admin (del 25/08/2008 @ 02:33:26, in psroma, linkato 1359 volte)
Il 28 agosto alle ore 11.00 troviamoci davanti a Palazzo Chigi per difendere la Repubblica fondata sulla partecipazione e dire no all'eliminazione della preferenza e all'introduzione dello sbarramento. Ti invito a diffondere l'appello a tutti coloro che hanno a cuore i principi della partecipazione e della rappresentanza fissati nella Carta costituzionale.
Ti aspetto, Atlantide Di Tommaso
Di Admin (del 25/08/2008 @ 13:39:37, in psroma, linkato 178 volte)
QUALI INIZIATIVE A FAVORE DI IMPRESE ED INNOVAZIONE?
Il nostro scopo è quello di predisporre un Piano di Sviluppo Locale (PSL) adeguato a superare le criticità degli specifici territori della Provincia. Attraverso questo strumento intendiamo promuovere la partecipazione dei soggetti istituzionali e non, operanti sui territori, coordinando le linee di intervento e gli obiettivi strategici. Un’ulteriore proposta è quella di sollecitare investimenti, anche, mediante la stipula di accordi con istituti di credito, per incrementare la capacità economica e produttiva delle imprese e sostenere la commercializzazione dei prodotti. Inoltre, è necessario riqualificare il mercato locale del lavoro promuovendo la creazione di nuove unità produttive e di centri di ricerca per tecnologie innovative capaci di incidere sul fatturato e sulla profittabilità delle aziende. Poi, è indispensabile programmare politiche specifiche per l’occupazione femminile e giovanile, per il reinserimento nel mercato dei lavoratori ultra quarantenni espulsi dal ciclo produttivo. Le direttrici lungo le quali si dovranno articolare gli interventi sono: incentivi ai soggetti attuatori i progetti volti al reinserimento lavorativo e servizi per facilitare la conciliazione tra tempi di lavoro e di cura a favore delle donne. E sperimentazioni legate alle contrattazioni locali tra sindacati e associazioni datoriali: un sistema che attribuisce un titolo preferenziale nel ricevere finanziamenti.
QUALI INTERVENTI DA METTERE IN CAMPO PER AFFRONTARE IL PROBLEMA DEI RIFIUTI? FAVOREVOLE O CONTRARIO ALLA COSTRUZIONE DI NUOVI TERMOVALORIZZATORI A ROMA E PROVINCIA?
Per quanto riguarda la delicata questione dei rifiuti solidi urbani, ritengo opportuna la più ampia concertazione tra gli uffici competenti sia per l’acquisizione dei dati relativi all’entità del problema che per l’elaborazione delle soluzioni. Visto che produciamo più rifiuti di quanto riusciamo a smaltirne, per assorbire le duecentomila tonnellate in eccesso o si raggiunge una percentuale di raccolta differenziata, nei termini sottolineati dal piano rifiuti della Regione Lazio, o si rende necessario potenziare gli impianti di smaltimento utilizzando tecnologie innovative, rispettose del territorio e della salute dei cittadini, per non correre il rischio di ritrovarci nelle stesse condizioni della Campania. Detto questo il rispetto e la tutela dell’ambiente sono un punto prioritario del mio programma che punta all’implementazione di politiche per lo sviluppo sostenibile su tutto il territorio provinciale. Le tipologie di intervento previste sono: attribuzione di maggiori risorse per il controllo del territorio e una campagna di sensibilizzazione rivolta soprattutto ai bambini e ai giovani per promuovere una nuova cultura dell’ambiente.
LE PRIORITA’ IN TEMA DI VIABILITA’ E TRASPORTI?
L’obiettivo prioritario è la sicurezza. In particolare, intendiamo far diminuire il numero di incidenti attraverso una costante manutenzione della rete delle strade di competenza provinciale, il potenziamento dei controlli e una campagna di prevenzione volta ad aumentare la consapevolezza dei giovani sui rischi e sulle conseguenze degli incidenti stradali. La Provincia di Roma controlla 2500 km di strade, migliorare la viabilità e la mobilità significa agevolare l’accesso alla Capitale, quindi per i cittadini vuol dire ottimizzare i tempi di trasferimento e risparmiare sui costi. E si riduce l’inquinamento atmosferico, con grandi benefici per la salute e il benessere. Inoltre, puntiamo sull’efficienza dei trasporti pubblici locali sia in termini di accessibilità che di riduzione dei tempi di attesa e di percorrenza che di qualità e pulizia degli stessi. Potenziare il trasporto su ferro, creare nodi di interscambio gomma-ferro e prolungare le linee metropolitane oltre il raccordo con parcheggi di scambio è essenziale a decongestionare il traffico in entrata verso Roma e le ricadute positive in termini di qualità della mobilità e dell’abbassamento del tasso d’inquinamento atmosferico sono evidenti.
COSA PUO’ FARE LA PROVINCIA, PUR NON AVENDO POTERI SPECIFICI IN MATERIA, PER CONTRIBUIRE A RISOLVERE IL PROBLEMA DELLA SICUREZZA?
La sicurezza dei cittadini è di competenza del Ministero dell’Interno. La Provincia deve impegnarsi a garantire il rispetto del Patto per la sicurezza siglato con la città di Roma che prevede più fondi e più uomini per la tutela dei cittadini. Tengo a sottolineare che le vittime della violenza e della criminalità sono in maggioranza le persone più deboli, quindi è necessario contrastare il fenomeno nelle sue articolazioni criminose senza indulgenza e con la certezza delle pene. Inoltre, è necessaria una più razionale ed efficiente presenza delle forze dell’ordine sul territorio ad esempio concentrando la vigilanza nelle aree di maggior rischio e evitando la duplicazione dei compiti. Ciò richiede investimenti sia in termini di risorse economiche che di tecnologie. Le proposte contenute nel programma socialista per la provincia di Roma sono dirette ad aumentare il numero di poliziotti in forza alla provincia di Roma e su un altro versante a lanciare una campagna pubblica contro la violenza per una nuova cultura della solidarietà e dell’integrazione.
COME RILANCIARE IL TURISMO?
L’obiettivo che si intende realizzare con urgenza è sostenere interventi per la conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali e paesaggistici, nonché per la creazione e adeguamento degli spazi e dei luoghi (biblioteche, archivi, musei ecc.) soprattutto con riferimento alle persone con disabilità. Inoltre, sono da implementare tutti gli investimenti nelle varie attività culturali finalizzate alla conoscenza e alla promozione delle arti e dell'architettura contemporanee, in un'ottica di sviluppo delle opportunità lavorative e di confronto interculturale. A tal proposito è necessario adeguare i percorsi formativi per l’apprendimento e il perfezionamento delle lingue straniere. Si intende promuovere una ricerca e un monitoraggio delle esigenze di conciliazione tra lavoro e cura domestica e parentale, per le lavoratrici residenti nel territorio, e attivare lo scambio delle buone prassi tra enti pubblici e privati, con particolare attenzione allo studio del potenziale di occupabilità connesso alla valorizzazione dei siti di interesse artistico e naturale.
FAVOREVOLE O CONTRARIO ALL’ABOLIZIONE DELLA PROVINCIA DI ROMA?
Partendo dal presupposto che l’ente locale Provincia di Roma ha un costo e che ritengo necessario ridurre la spesa pubblica, devo però sottolinearne la funzione come ente intermedio tra i comuni e la regione. La capacità di rispondere ai bisogni di aree del territorio che superano i confini comunali, anche in termini di organizzazione e di gestione delle risorse economiche e umane, andrebbe valorizzata con l’attribuzione di competenze come il coordinamento dei piani regolatori quindi lo sviluppo urbanistico della provincia. Non bisogna sottovalutare, inoltre, il problema di tutelare i lavoratori nella riorganizzazione amministrativa del territorio.
Di Admin (del 29/08/2008 @ 19:41:31, in psroma, linkato 162 volte)

Oltre un centinaio tra dirigenti e militanti socialisti guidati dal Segretario Nazionale Riccardo Nencini, dal Coordinatore nazionale della Segreteria Marco Di Lello, e da Roberto Biscardini, Lello Di Gioia, Angelo Sollazzo e Lanfranco Turci si sono dati appuntamento davanti a Palazzo Chigi, per protestare contro l'ipotesi di riforma elettorale che il Governo sta elaborando in queste settimane. Alla manifestazione a cui hanno partecipato, tra gli altri, anche l'Europarlamentare Alessandro Battilocchio, il Tesoriere del partito Oreste Pastorelli e Gianfranco Schietroma, si sono aggiunte le delegazioni dei Verdi, guidata dalla Portavoce nazionale Grazia Francescato, di SD e del PRC con il Segretario Paolo Ferrero. "La legge elettorale per le europee venga lasciata cosi' com'e. La riforma della legge elettorale - ha spiegato Nencini ai numerosi giornalisti presenti in Piazza Montecitorio, dove il corteo si è successivamente spostato - mira unicamente a cancellare forze politiche radicate nella coscienza del nostro Paese dal Parlamento europeo. "Inoltre, abolendo le preferenze - ha proseguito il leader del partito - togliamo all'elettore la possibilita' di scegliere il candidato da eleggere e si delega la scelta alle sole segreterie di partito. Il Parlamento europeo rischia di diventare un Parlamento di nominati e non di eletti, come lo e' gia' quello italiano. La democrazia e' al patibolo. Anche sul tema della giustizia siamo pronti a confrontarci e l'occasione sara' il convegno in programma il 2 e il 3 settembre con l'Udc. Sara' un convegno aperto e bipartisan".
Di Admin (del 30/08/2008 @ 17:09:44, in psroma, linkato 217 volte)
Ai dubbi ed alle incertezze derivanti dalla soluzione con cui il governo Berlusconi crede di risolvere la questione Alitalia si contrappone una certezza: penalizzare Roma ed arrestare il suo sviluppo economico e sociale. Il saldo da pagare alla Lega. Una soluzione tipicamente all’italiana. - E’ quanto si legge in una nota del segretario dei socialisti romani Atlantide Di Tommaso -. A ragione il presidente della Regione Lazio Marrazzo a lanciare l’allarme per un “odore” che è meglio definire “puzza” di Alimalpensa. Difendere Fiumicino, tutelare i lavoratori e le loro famiglie, garantire lo sviluppo dell’economia indotta, ormai consolidata negli anni, diventa la linea del Piave di Comune, Provincia e Regione dove si capirà chi sta dalla parte della città e chi è invece contro. Già è preoccupante il silenzio del presidente della commissione Attali. Conclude la nota socialista.
Di Admin (del 31/08/2008 @ 14:35:41, in psroma, linkato 154 volte)
A circa 24 ore dall’annuncio dato alle agenzie di stampa oggi abbiamo ricevuto la convocazione da parte del Ministero del lavoro di via Flavia per lunedì prossimo alle ore 18.00. Sembra quindi una convocazione diversa da quella che rivendichiamo da tempo, non a Palazzo Chigi sul Piano Industriale, ma al Ministero del lavoro, e non è un problema formale, tale incontro non può che prendere in esame la strumentazione degli ammortizzatori sociali a disposizione e, tra questi, il fondo di sostegno al reddito istituito con la Legge 291/04.
La nostra posizione è nota: non abbiamo alcuna intenzione di accettare un confronto esclusivamente circoscritto alla gestione degli esuberi.
Il sindacato non accetterà di essere relegato alla esclusiva gestione degli effetti sul lavoro di un piano sconosciuto. Rivendichiamo il diritto a confrontarci sui contenuti industriali del progetto. Il giudizio verterà sul profilo industriale del Piano di impresa: perimetro aziendale, network, flotta, qualità e quantità del lavoro. Cosi come è, a nostro giudizio, necessario un interevento di riassetto dell’intero sistema Trasporto aereo ad iniziare dagli aeroporti.
Auspichiamo ragionevolezza e senso di responsabilità da parte del governo. Il problema va affrontato e non è possibile farlo dalla coda : gli effetti sul lavoro.
Pertanto nel confermare la disponibilità all’incontro di lunedì, ribadiamo con forza la ineludibilità del confronto a tutto campo sul piano industriale e sul riassetto del gruppo.
Segreterie Nazionali FILT/CGIL FIT/CISL UILTRASPORTI UGL TRASPORTI SdL TRASPORTI
Presidenza ANPAC ANPAV AVIA UNIONE PILOTI
Di Admin (del 01/09/2008 @ 21:24:16, in psroma, linkato 134 volte)
Cari Compagni, eccoci di nuovo per la ripresa di un nuovo anno. Le vacanze sono servite a tutti per ricaricarsi ed essere pronti ad affrantora un autunno che, per noi giovani, non potrà essere "grigio". Ci sono molti appuntamenti a cui non dobbiamo mancare, primo tra tutti, le elezioni universitarie, che coinvolgeranno tutti e tre gli atenei romani. Per questo è convocata una riunione della FGS, che coinvolgerà iscritti e simpatizzanti, per ricominciare a lavorare insieme. Appuntamento per Mercoledì 3 settembre alle 17.00 in Federazione romana, Via Napoleone III n'6 (vicinissimo a Termini).
Di Admin (del 05/09/2008 @ 20:53:50, in psroma, linkato 245 volte)
"Finalmente qualcosa di sinistra e riformista. La coraggiosa scelta di Marrazzo era doverosa quanto necessaria. Di fronte al dramma,preannunciato, di migliaia di nuovi disoccupati, un presidenteriformista e di sinistra non poteva non fare quello che ha fatto: combattere per il territorio e per difendere i dirittidei lavoratori e delle loro famiglie". È quanto si legge inuna nota diffusa dal Partito socialista di Roma, che continua: "Si tratta di un modo nuovo di concepire i rapporti tra imprenditori e istituzioni. Non un asettico assistenzialismo figlio di uno statalismo superato e pericoloso, ma una moderna forma di responsabilita' diretta per difendere territorio e lavoratori. Non capiamo l'ostilita' di chi, anziche' preoccuparsi delle proprie inefficienze e ritardi, riduce tutto ad accuse dicollaborazionismo sulla base del vecchio principio comunista'chi non e' con noi e' contro di noi'". Al contrario, aggiunge la nota, "l'iniziativa di Marrazzo era necessaria per il centrosinistra, in particolare romano e laziale, chenon riusciva a trovare la strada per uscire dalla crisi in cui e' caduto dopo le ultime sconfitte elettorali e apre unafase nuova dei rapporti tra partiti, forze sociali ecittadini, necessaria per essere pronti alle prossimescadenze elettorali".
Di Admin (del 08/09/2008 @ 19:07:09, in psroma, linkato 449 volte)
«La prima mobilitazione nazionale dell'autunno nei confronti del Governo sia il 15 settembre prossimo, giorno di inizio della scuola in molte parti d'Italia, e sia l'occasione per protestare contro il ritorno al maestro unico. Il nostro è un appello alle forze politiche, ai sindacati, ma soprattutto ai genitori perché quel giorno ci sia una vera mobilitazione: un'ora di "disubbidienza civile" davanti alle scuole per dire no a un provvedimento che non aiuterà né la formazione né la crescita dei ragazzi». La proposta è di Riccardo Nencini, segretario nazionale del Partito Socialista, lanciata ieri a Brescia dal palco della Festa Nazionale del Partito Democratico sul Lavoro. «La parte della riforma Gelmini che prevede il ritorno al maestro unico - ha concluso Nencini - rappresenta un passo indietro nel livello qualitativo dell'istruzione pubblica italiana e lo sarà ancor più nei comuni più piccoli e nei territori più disagiati, dove la drastica riduzione del personale doc ente porterà inevitabilmente alla chiusura o all'accorpamento di più strutture, con gravi disagi di carattere logistico ed economico per i piccoli studenti e le loro famiglie».
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